Tracce di... Omaha

Tracce di... Omaha

Scritto il 28/01/2018
da Ubisor


OMAHA –CONCETTI CHIAVE

 

In questo numero mi pare interessante parlare di una delle specialità più note del poker texano l’Omaha,nella versione Pot Limit e 6 max.

E’ del resto essa una delle competizioni più giocate e combattute nei campionati Fipol e quest’anno è giunta alla seconda edizione.

Va premesso che essa per quanto sia molto giocata oltreoceano dov’è nata (Omaha prende il nome di una città americana), nel nostro Paese stenta a prendere piede, quanto meno nella modalità torneo (mentre più giocata è in modalità cash).

Personalmente mi sono appassionato a questa variante dai tempi in cui era possibile giocarla su Full Tilt, piattaforma che ospitava giocatori di tutto il mondo. E’ stata un’ottima palestra, anche se purtroppo la mancanza di un movimento significativo in Italia (ad oggi ridotto sia online che live), non mi ha consentito di poter avere sviluppi interessanti, perché lo studio e dunque la teoria deve necessariamente trovare il suo completamento nella pratica e nell’esperienza, nel confronto con chi è più bravo..

Questo livello diciamo amatoriale lo si riscontra anche all’interno di Fipol e l’errore principale di impostazione risiede soprattutto nel non riuscire a sganciarsi da alcuni meccanismi tipici del texas holdem.

In questo articolo, che non ha certo valore strettamente didattico, ma di stimolare riflessionie, mi sento però, con l’aiuto dei consigli ricavati da alcune pubblicazioni, di sottolineare alcuni dei concetti chiave dell’Omaha, per consentire a chi ne avesse voglia un approfondimento.

Partiamo da un concetto essenziale. A omaha è importante, come si diceva, depurarsi dai principi tipici del texas holdem. Con 4 carte in mano, ogni giocatore ha 6 mani da 2 carte dell’Holdem. Ciò significa che prima del river ciascuno ha 60 possibili combinazioni da 5 carte. Bisogna quindi ricalibrare le nostre aspettative su ciò che serve per vincere il piatto. La coppia anche se di assi, raramente è sufficiente per vincere, la doppia coppia non è poi un punto così forte, come in certe circostanze anche il tris (specie se basso). Se sono possibili scala o colore è possibile che qualcuno li abbia, come in un board accoppiato, colore e scala saranno spesso soccombenti quando troverete azioni decise ed il nut sarà abbastanza frequente.

Altro concetto chiave è che se è vero che preflop il valore delle mani difficilmente si discosta molto dal range 40/60,in un piatto con molti giocatori c’è una grossa disparità tra mani che possono far vincere grandi piatti e quelle che non lo fanno. Questo significa che è importante saper selezionare le mani che hanno questa potenzialità, cercando di evitare di entrare in piatti con mani che non ce l’hanno e che difficilmente possono giocare per il nut o che presentano carte che non si combinano con altre (cd. dangler).

Nell’OMH si giocano molti flop e spesso con più giocatori nel piatto. Questo è dovuto ad una serie di fattori: avere 6 combinazioni da 2 carte, limitazioni della puntata preflop ed effetto del flop che spesso ribalta la situazione preflop. Mentre ad holdem è difficile che una coppia di 5 possa ribaltare la sorte giocando contro una coppia di assi se al flop non si verifica un set, a omaha restano aperte altre combinazioni che possono portare a scale o a colori, tali da annullare questo vantaggio

Altro concetto basilare è quello di puntare ai progetti per il nut, specie in un multyway pot. Non paga ed è pericoloso puntare ad un progetto second nut. Vinceremo pot piccoli se avremo un colore al k, o una scala non nuts o un full quando abbiamo bottom set; nelle stesse circostanze rischieremo di perdere tutto se in quelle circostanze troveremo i nut.

Inoltre anche floppare il nut potrà portarci a perdere tante chips se non riusciremo ad uscire dal piatto nel caso in cui il turn o il river dovesse rendere il nostro punto vulnerabile. Per es se floppiamo scala nut, ma al turn si accoppia il board o scende una terza carta a colore o una carta più alta che può chiudere una scala piu alta, spesso troveremo questa combinazione in mano a chi ci aveva seguito al flop.

Inseguire progetti con pochi outs è un altro errore da evitare. Avere solo progetto nut a colore o solo progetto a 8 carte per la scala (la classica bilaterale) ha valore limitato, anche perché a omaha sono possibili progetti di scala a 13, 17 e 20 carte. Inoltre a omaha il valore delle implied odds è di gran lunga inferiore a quello dell’holdem. Quando avrete giocato fuori odds il vostro progetto nut a colore e scederà una carta a colore nessuno più pagherà il vostro nut, col rischio che se ciò avvenisse con un board accoppiato spesso il vostro colore sarà perdente (idem per il progetto di scala, che dovrà temere colore o full). Importante al riguardo è avere più progetti da inseguire

Concentrarsi sulla qualità degli outs e non sulla quantità. Inutile inseguire outs che non ci danno il nut. Giocare grandi progetti e spingere per preparare il pot nel caso si abbiano tanti outs di qualità.

Altro concetto rilevante sta nello slow play. Tranne casi eccezionali, concedere carte gratis ai propri avversari può essere fatale.

Come nell’holdem e forse ancor di più a omaha è importante giocare avendo posizione. Proprio perché dare carte gratis è pericoloso, sovente i giocatori tenderanno a giocare le mani forti e quindi si avranno molte più indicazioni nel giocare per ultimo (più difficile che si giochi in modalità check raise).

Ultimo concetto che va ben fissato in testa è: “Stai sicuro che l’avversario ha quello che sta rappresentando”. Questa perla di saggezza  ci viene da uno dei giocatori più forti di omaha Bob Ciaffone, nel suo classico “Omaha Poker”. Questo significa che a volte dovete essere disposti a subire un bluff se volete essere vincenti a questo gioco.

Buon Omaha a tutti.