L'intervista

Il SuperWalter



Ciao Walter e grazie per essere qui con noi

Buonasera pompea e fausto! Buonasera a tutti! Ci tengo in primo luogo a fare i complimenti per il giornalino, mettete in ogni articolo una passione veramente eccezionale! Inoltre vorrei complimentarmi con tutte le persone che rendono possibile la realtà FIPOL!

Campione Italiano stagione 2012/13 entri in gioco nella grande famiglia Fipol nella stagione 0 Gennaio 2011 entry level finendo in prima posizione e promosso in serie A.
Serie A sfiori il titolo arrivando secondo con un parimerito ma centrandolo l'anno successivo.
Stagione 2013/14 vinci la FF League vincendo l'ultima tappa rimonti e domini la classifica
Stagione 2014/15 vinci il girone di chiusura
Stagione 2016/17 sei in lotta per la conquista della Champions League
Dimostri di essere sempre presente ai vertici e se un Campionato ti esclude sei subito pronto in quello successivo.
Quale o quali elementi di forza ti riconosci che secondo te ti permettono di gareggiare sempre per i massimi obiettivi?

Sicuramente il poker sportivo che propone FIPOL è ciò di cui avevo bisogno per esprimere al meglio la mia indole agonistica, le competizioni sin dalla stagione 0 mi hanno sempre stimolato ed ho sempre avuto la voglia di crederci fino in fondo nel portare a casa il risultato, molte volte ci sono riuscito altre volte mi sono dovuto accontentare del secondo posto, ma come bottino complessivo guardandomi dietro le spalle devo ammettere che non c'è male in fondo

Tante vittorie ma anche tante sponsorizzazioni live e se non ricordiamo male hai raggiunto un final table. Vuoi raccontare le tue esperienze live da sponsorizzato Fipol, le emozioni vissute, il field che hai incontrato ma soprattutto il final table che ti ha portato a un soffio dal gradino più alto e magari se ricordi la mano che ti ha visto eliminato.

Ci tengo prima di tutto a dire che la cosa più bella di tutti gli eventi live a cui ho partecipato grazie a FIPOL è stato conoscere tante persone che fino a quel giorno per me erano solamente dei nick da analizzare, apprezzando il lato umano e l'amicizia dei fipolini con cui ho condiviso tante emozioni. Veramente delle esperienze fantastiche che auguro a tutti i i giocatori. Tornando al tavolo verde ricordo abbastanza bene il terzo posto amaro di Venezia: arrivai al FT con un grosso stack e presi subito una bad beat che mi catapultò sotto average, ma nonostante tutto sono riuscito a esprimere un ottimo gioco a quel tavolo, forse il migliore della mia carriera... rimasti 3 left ricordo che sentivo di avere il completo controllo della situazione, più dei miei avversari che cercavano di intimidirmi con frasi come "alla prossima ti chiamo", purtoppo venni tradito da un river dopo un all-in al turn dove il mio avversario superò il mio punto facendo colore...tanta amarezza ma con la consapevolezza di aver dato il meglio di me.

Giocare live è sicuramente impegnativo sotto il profilo fisico, affrontare la trasferta, passare più di otto ore seduto ai tavoli, nascondere le emozioni mantenendo una concentrazione totale dall'inizio alla fine del torneo.
Giocare online sembra diverso, comodamente seduti sulla propria sedia anatomica con tutti i confort che una casa può offrire, magari uno strumento tipo l' hud che permette di avere info sugli avversari con meno dispendio di energie.
Ma quando il gioco diventa una missione tutto cambia e il poker vissuto attraverso un video prende una dimensione completamente diversa.
Walter sei stato Supernova di Pokerstars e per chi non lo sapesse significa dedicare ore infinite per raggiungere il traguardo raccontaci questa avventura.

Confermo, live ed online sono due mondi essenzialmente diversi, devo dire che per aspetti opposti mi piacciono molto entrambi. Il live ti da il contatto diretto con la persona ed entrano in gioco tanti fattori psicologici che vanno oltre i numeri e le carte, per quanto riguarda l'online è sicuramente più una questione di statistiche ed analisi, soprattutto quando decidi di multitablare per raggiungere degli obbiettivi di volume oltre che di qualità di gioco, ed emotivamente se preso sul serio è sicuramente più stressante. Infatti negli ultimi anni, per non distrarmi troppo dai reali obbiettivi della vita, ho deciso di continuare senza troppe pretese, giocando solo quando ho sia voglia di divertirmi che tempo.

Il gioco del poker nella visione dei profani si semplifica in due elementi: i polli, tanti che si fanno spennare e mandano in miseria l'intera famiglia e i furbi, pochi, anzi pochissimi che fanno tanti soldi e se la ridono soddisfatti di tanta ricchezza.
Oggi è palese che i fatti sono diversi, tanto studio e disciplina portano molti ad approcciarsi secondo il principio fondamentale, gestione del bankroll, e continuare verso la ricchezza se si possiede spirito di sacrificio oppure rimanere a livello di divertimento senza compromettere il proprio patrimonio se non si vuole impegnare più di tanto.
Tu, invece che hai vinto diversi Campionati Fipol, partecipato da sponsorizzato a diversi eventi live e supernova su Pokerstars quanto sei diventato ricco?

Sicuramente molto meno di quello che ci si potrebbe aspettare, ahahahah!! A parte gli scherzi, devo dire che il poker mi ha aiutato durante l'età dove quasi tutti si dipende da finanziamenti famigliari o da lavori estivi ad avere un pochino di autonomia in più, non quanta avrei sperato in realtà, altrimenti avrei continuato a fare questo nella vita. Ma al di la del lato economico penso che il poker mi ha lasciato una filosofia utile nella quotidianità, perché secondo me rappresenta un micromondo molto simile a quello reale, dove tu hai delle carte, prendi le tue decisioni e sei artefice del tuo destino, poi fattori esterni possono influenzare il tuo percorso, ma bisogna saperlo accettare continuando ad esprimere il meglio di noi stessi nella fortuna o nella sfortuna, continuando a prendere le decisioni che riteniamo più giuste nel presente, senza farsi influenzare dal passato.

Ed eccoci all'ultima domanda.
Quando un giocatore si ritrova short al tavolo e quel momento coincide con l'avvicinarsi della bolla o del final table ha un unico desiderio: fare double up.
Double(uzee) è un nick scaramantico?

In realtà il mio nick deriva dalle iniziali del mio nome e cognome pronunciate in inglese, una sorta di sigla che mi piaceva per la sua pronuncia, oltre al fatto che richiama ciò di cui tutti avremmo sempre il bisogno al tavolo verde; quindi perché no!?

Un abbraccio perchè il tuo sentiero nel mondo del poker prosegua fino a regalarti le più grandi soddisfazioni, come nella vita.

Grazie mille ed un abbraccio a voi e a tutti i lettori del giornalino, sperando che abbiano trovato interessanti e utili le mie parole, buon poker a tutti! Ci si vede ai tavoli!