L'intervista

Uno storico Capo Orso



Ciao Tony e grazie per aver accettato il nostro invito

Grazie a voi, approfitto di questa possibilità per fare un saluto agli organizzatori ed un ringraziamento agli amici di Fipol per aver reso possibile tutti insieme l'unica competizione on line riconosciuta dalle sigle nazionali aderenti al CONI.

Un piacere ed un onore averti qui con noi, per Fipol rappresenti il secondo Campione, in ordine cronologico, Italiano serie A Fipol vinto nella stagione 2011/12.
Negli anni la federazione ha cambiato la struttura nel 2011 il Campionato si strutturava su una unica classifica giocata su 12 tappe dove la qualificazione alla massima serie era data nelle gare entry level per arrivare ad oggi articolata su vari passaggi, entry level, fase a gironi, play off.
Tu in qualità di Campione e storico come hai vissuto questi cambiamenti, li hai visti e li vedi interessanti oppure avresti preferito avere una unica classifica.

Il piacere è tutto mio. Si in effetti non mi ha mai entusiasmato più di tanto la nuova formula, il fatto di dover sempre cominciare daccapo, in pratica il potenziale distacco che un player poteva ottenere non giocava a vantaggio ma veniva praticamente azzerato dopo le qualificazioni. Ma visto che oramai è diventata la formula adottata stabilmente, da quest'anno ho cercato di impegnarmici comunque per passare alle fasi finali.

2011 stagione 0 nascono i Campionati Fipol e 2011 ti iscrivi nella entry level lega 1 di Party Poker arrivando terzo (n.d.r. nei primi anni i Campionati erano strutturati in: entry level, serie B, serie A).
Stagione 2011/12 Campione Italiano Serie A
Stagione a seguire non rileviamo risultati importanti 
Stagione 2016/17 sei nei quarti della Champions League 
Partito fortissimo poi perso negli anni successivi cosa è successo? 
I nuovi player erano più forti dei precedenti oppure il poker stava cambiando e ci si doveva adattare a nuove strategie?

Come ho detto pocanzi non mi sono mai sentito entusiasta per la nuova formula negli anni precedenti, forse in virtù di questo fatto non ho giocato mai con la giusta convinzione, ma devo dire che invece quest'anno che sono partito con la determinazione di accettarla così come era, me la sono cavata non male e fino all'ottava tappa ero in corsa avendo approfittato di Assaporaia al mio tavolo da inizio partita e dato che era l'uomo da battere avendo lui un distacco sul secondo di quasi trecento punti, era proprio lui quello che non sarebbe dovuto andare a punti. Dall'inizio ho cominciato a giocare contro di lui, eliminandolo in 34esima posizione, ma nelle tappe successive non sono stato molto aiutato dalla dea bendata, e si sa, bravo quanto vuoi ma senza quel pizzico di fortuna non si vince nemmeno il cesto di Natale. In Champions invece dopo la seconda tappa ero ultimo su nove ed a conti fatti dovevo fare almeno un primo ed un secondo posto nelle ultime due tappe, essendo arrivato secondo nella terza tappa contro Feck non mi rimaneva altra scelta che vincere l'ultima tappa, fortunatamente è andata, sono arrivato primo e mi sono qualificato per i quarti. Credo che la forza dei player sia la stessa qualcuno è retrocesso altri sono saliti, i player sono vari come tipo di gioco quindi poi nei numeri credo che sia tutto uguale, cambiano solo i nomi di chi sale e chi scende, un buon livello da sempre sostanzialmente.

Poker uguale sport uguale professione. Se non ricordiamo male dopo il titolo di Campione Italiano hai iniziato il percorso da professionista o almeno hai promosso la tua immagine perchè una passione potesse diventare un lavoro. Ritieni possibile oggi come ieri far diventar il poker una professione e se affermativo quali sono le qualità e gli elementi necessari per emergere?

No, non ho mai pensato di sostituire il mio lavoro con il poker, se ci sarebbe potuta essere una qualche chance attraverso una room di avere la possibilità di live importanti sponsorizzati avrei senz'altro colto l'occasione, ma ciò non è avvenuto, c'è stata solo una breve parentesi con EvaPoker nella persona del suo titolare Massimo Binelli che durante la seconda edizione si era interessato alla nuova federazione ed a fine campionato dopo aver vinto il titolo, mi ha offerto di essere capitano della squadra on line di EvaPoker. Ma a dire la verità non ho giocato poi molto su quella room per mancanza di tempo e di energie, mi limitavo a qualche partitina il sabato sera essendo il giorno dopo festivo, l'unica era il campionato italiano Fipol, e se non erro non ho partecipato ne alla Coppa Italia ne alla Champions, quindi personalmente non prendendo in considerazione l'ipotesi di vivere di poker non mi ritengo assolutamente in grado di dare consigli in tal senso.

 Ma il poker è principalmente passione si comincia con amici, si frequentano i circoli e quando le vincite diventano interessanti si pensa a trasformalo in lavoro.
I tuoi inizi come sono stati?
Hai visto i campioni della tv oppure un amico ti ha fatto scoprire il gioco?
Quale è stato il tuo primo libro sul poker ed hai mai frequentato una scuola online?
Che tipo di giocatore pensi di essere chiuso in attesa di hittare monster oppure aggressivo da rendere gli avversari inoffensivi?

Giocavo da giovane il poker classico, qualche partitina con gli amici durante le vacanze natalizie niente di più, poi un giorno mi regalarono un gioco per la Play Station di Texas Holdem, cominciai a fare qualche partitina e rimasi affascinato da questa variante. Un bel giorno scaricai una poker room on line, ricordo di essa il logo con tre abeti, mi sfugge il nome, facevo di tanto in tanto qualche partita fin quando non fu oscurata perchè non diventò una punto it, allorchè cominciai a giocare su party poker fin quando non mi imbattei in questo campionato Fipol che dava possibilità di qualificarsi anche attraverso Party Poker, ricordo che ne parlai attraverso FB con Alessandro Conrado in arte Trelleborg, ci iscrivemmo insieme e ci qualificammo entrambi, così è cominciata questa avventura. Ho acquistato un libro dopo essere diventato campione italiano, ma dopo qualche pagina l'ho chiuso e non l'ho mai più aperto, una noia mortale, non sono un giocatore da manuale, il manuale mi fa sentire chiuso dentro regole che mi impediscono di giocare come voglio e di adattarmi a partite o player diversi. Sono chiuso, non sono chiuso, sono aggressivo, non lo sono, dipende dalle partite, dal momento in cui mi trovo nella partita, dalla posizione, dalle chip, dagli avversari, dalle loro chip, tante, poche, e da tutte le varianti che ci sono durante una intera partita, generalmente chi pensa di leggere avendomi colto in fallo, nella mano successiva è facile che ci sbatta il muso.

Caro Antonio siamo arrivati all'ultima domanda e forse, vista la tua presenza praticamente da sempre nella grande famiglia Fipol vorremo sapere chi è il player che più di altri, logicamente secondo la tua visione, ha forza, potenziale, determinazione e capacità per trasformare i Campionati Fipol in una rampa di lancio nel mondo dei professionisti.

Non mi pongo mai il problema di chi ho di fronte se è forte più di altri o meno, cerco solo di affrontarlo intelligentemente con astuzia, non sempre ci si riesce. Penso che di player forti in Fipol ce ne siano tanti, il primo che mi viene in mente è Ice, che forse non ne vince molte ma si piazza sempre nelle prime posizioni, molto regolare poco curioso di veder le carte degli avversari e questo lo premia, ma senza dubbio ce ne sono tanti altri ed i risultati ottenuti parlano di loro senza che lo faccia io. Tanti di loro hanno ottime possibilità di emergere non so se a livello professionistico ma sinceramente lo auguro a tutti. Personalmente ritengo di essere poco più di un buon dilettante, sono lontano dal pensare al professionismo per quanto mi riguarda.

Grazie e un augurio perchè i tuoi desideri si possano trasformare in realtà.

Sono io che ringrazio voi per esservi ricordati di me anche se da un po sono fuori dalle posizioni di testa. Auguro a voi tutti il meglio, che il tempo possa soddisfare tutti i vostri sogni. Un abbraccio.